UNA GALLERIA DI SEGNI URBANI

 In Aquila Signorina

di Gabriele Argazzi


Le superfici delle città parlano.

Negli anni verdi, i murales, le tag, i manifesti dei concerti e dei ritrovi più disparati li passavo in rassegna con gli occhi; in cerca di segni o dati da mandare a menoria. Il loro significato era specifico.  Ciclico era – e di certo lo è ancora .. – il loro apparire.  Serate da vivere, incontri, faune, possibilità, mondi. 

Ora ci sono i QR Codes e poco tempo fa la gente andava in giro a catturare col telefonino mostriciattoli virtuali di vecchie serie animate. 

In ogni caso, il fascino di queste superfici urbane resta intatto, anche se fotografarle, che siano muri o l’asfalto, come a volte faccio io, sa un po’ di chi è passato in tribuna ospiti. E conferma un distacco che è più lettura che vita, più estetica che fusione.  Volendo, nostalgia.  Che sia nella mia città o altrove poco importa in fondo.  In questa gallery ci sono un sessantina di scatti in varie città italiane ed europee. Mescolati nel panorama di un’unica urgenza transnazionale di manifestarsi. Carta, colla e vernice a spruzzo.

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