Diablogues

Vetrano e Randisi

Enzo (Vetrano) e Stefano (Randisi).
Per noi il teatro è il luogo dove la verità deve essere il primo obiettivo.
Ma deve anche essere poesia e sogno, istinto e violenza, crudeltà e dolcezza,
Visionarietà, anche se si racconta la vita quotidiana.
Divertimento, anche se si piange.
Tragedia, anche mentre si ride.
Abbiamo scritto, diretto e interpretato molte storie, da quarant’anni a oggi.
A volte abbiamo sbagliato, e gli errori ci hanno aiutato a capire.
Negli ultimi anni i nostri spettacoli sono piaciuti molto, e noi ne siamo felici, assieme a chi ci segue.
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Stefano Randisi

Stefano Randisi è convinto che chi fa teatro abbia uno strappo nel cuore. E che il teatro sia una possibilità, per quello strappo, di diventare una risorsa, per sé e per gli altri: un insegnamento, un gesto poetico, un grido disperato o un’intuizione felice che aiuti a vivere.
Ma bisogna avere almeno un talento: quello di saperlo esprimere da sé, o quello di saper guidare gli altri ad esprimerlo. Ecco perché ha trovato nel dialogo, nel confronto con l’altro il suo modo per dar vita alla creazione: perché è sempre attraverso il binomio attore/spettatore che questa ricerca diventa feconda. E allora il lavoro assieme a Enzo Vetrano diventa una scelta che gli permette di rispecchiare idee, desideri, sentimenti, che attraverso un continuo, autentico e appassionato incontro/scontro trovano il modo di essere detti, presentati, vissuti sulla scena. Ed ecco anche perché negli ultimi anni le verità di Pirandello e la dualità di Franco Scaldati sono diventate le scie da seguire, per ritrovare e rinnovare in ogni spettacolo questa Forma, che è – ed è fatta di – relazione.

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Enzo Vetrano

Enzo Vetrano inizia il suo percorso teatrale nel 1970, quando incontra Michele Perriera e il suo teatro, che definisce “Teatro dell’incanto” per il rigore e la dedizione che quel Maestro esige dai suoi attori. All’interno del teatro Daggide, dove la lezione di Perriera diventa base ispiratrice per un lavoro di gruppo, Vetrano incontra Stefano Randisi, col quale svilupperà una sua ricerca teatrale che continua tuttora.
Il lavoro con Leo de Berardinis, altro suo Maestro, affina la sua percezione del palcoscenico. Il teatro di Leo è “visionarietà”, ma anche “verità”, “autenticità”. Quando ero in uno spettacolo di Leo – dice Enzo – avevo l’impressione di essere dentro a un’opera d’Arte.
Il sodalizio con Randisi, molto affiatato e produttivo, ha attraversato la drammaturgia originale, con testi scritti e diretti a quattro mani, che diventa poi riflessione su testi classici e si concentra infine sul teatro pirandelliano. Agli spettacoli Vetrano dà di preferenza un apporto attorale, piuttosto che registico. Il tandem con Randisi fa della dialettica il punto di forza del loro lavoro, fino alla più recente scoperta della drammaturgia di Franco Scaldati, i cui testi sembrano scritti per loro.

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